Il vice presidente della Rovato Vertovese, Mauro Guerini, ha raccontato a “A Tu X Tu” l’incredibile stagione che sta vivendo la Prima Squadra che il 26 marzo ha raggiunto la Serie D.
Com’è nata l’unione tra Rovato e Vertovese?
“Conoscevo il direttore sportivo del Rovato della passata stagione. I problemi del calcio dilettantistico li conosciamo tutti: oltre alle spese, le strutture sono la base. Noi, purtroppo, a Vertova non abbiamo una base solida su cui crescere. Un po’ prima dell’estate scorsa abbiamo provato a mettere in piedi un progetto e abbiamo trovato unità d’intenti. Gli obiettivi sono occuparsi del sociale e avere le giovanili che hanno possibilità di crescere e divertirsi. Poi bisogna dare uno sbocco a chi ha voglia di mettersi in gioco e quindi, avendo Rovato una struttura adatta alla categoria, ci abbiamo provato. La Vertovese esiste comunque e ha le sue giovanili. Rovato ha quasi 250 tesserati. Ora siamo più di 350″.
Come vi approccerete alla Serie D?
“La Serie D è un’altra cosa, siamo coscienti di quello che dobbiamo fare. Fortunatamente è accaduto il 26 di marzo e c’è tempo per programmare una stagione in cui dovremo fondamentalmente salvarci. Non voglio fare proclami. Abbiamo una certa conoscenza della categoria grazie al direttore sportivo, ma nessuno a parte lui lo ha mai fatto. Il 27 abbiamo fatto un primo incontro per vedere dove stiamo andando”.
Come ha vissuto la giornata di mercoledì con la vostra semifinale e poi l’altra tra Giulianova e Barletta?
“La nostra partita è stata un’altalena di emozioni. All’inizio noi eravamo davanti, dopo mezz’ora lo erano gli altri, poi abbiamo recuperato e siamo andati ai rigori. La sera eravamo collegati per vedere Giulianova-Barletta ed eravamo noi i primi tifosi dei pugliesi. Per noi è un onore incontrare il Barletta: una società, che ha una grande storia. Voglio fare, a nome della società, i complimenti a loro perché hanno stravinto il loro campionato”.
Proverete a convincere mister Bolis a rimanere?
“Io mi incatenerò fuori da casa Bolis (ride n.d.r). Ora però siamo concentrati sul finale di stagione. Marco è arrivato alla Vertovese a novembre 2022 quando avevamo un piede in Promozione. Lui e il suo staff hanno fatto un grandissimo lavoro, ci siamo salvati, poi fatti playoff e quest’anno quello che avete visto”.
Francesco Guarino è il presidente, lei il vice. Come mai questa decisione?
“La parte bresciana diciamo ad oggi è la Presidenza più per un discorso di dialogo con le istituzioni, trovavamo più corretto fosse così. Poi ideologicamente in due anni la presidenza dovrebbe cambiare, ma non è lì che fondiamo la base. L’importante è il dialogo, le persone e quello che verrà”.
Qual è la vostra posizione in merito allo spostamento di luogo e data della finale di Coppa Italia Dilettanti?
“Sono io che ho voluto far uscire questo comunicato. A me dispiace aver alzato magari un polverone con i tifosi del Barletta, ma il nostro discorso parte dal presupposto si paventava di un accordo tra Rovato-Vertovese e Federazione di andare a Teramo sotto compenso economico. Ma non è così. A noi non ci ha contattato nessuno. Venerdì mi sono confrontato con Valentina Battistini (Presidente CRL n.d.r) per la sede. La finale era prevista a Firenze. Non era equo nemmeno così perché per noi erano 300 km, mentre per loro 600km. Ci hanno spostato la data di un mese e mezzo, ma che fretta c’era di dire Teramo? Dal 26 sera al 28 è passato poco tempo e sono riusciti a decidere subito la città? Ci sono stadi in città come Ancona, Foligno, Recanati. Ma io spero che i barlettani arrivino con tantissimi tifosi. Per me è un onore giocare contro di loro. Noi vorremmo prendere 350 ragazzini e fargli vedere dove possono arrivare. Ma fare 600 km è molto più difficile, non posso farlo perché dovrei partire il giorno prima”.
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Asia Di Palma
2 Aprile 2025