Il presidente del Club Milano, Guido Marrone, è intervenuto ai microfoni di “D-Time” per parlare della sua società, dei traguardi raggiunti e di quello che verrà. Il numero uno biancorosso ha raccontato come essere alla guida del Club Milano sia per lui un sogno da condividere con i suoi amici più cari.

Il punto sulla stagione attuale e il cambio in panchina

“Una stagione entusiasmante come sono state tutte quelle in precedenza. Siamo una società giovane, ma abbiamo fatto un percorso straordinario. Anche quest’anno, incrociando le dita, dovremmo raggiungere l’obiettivo. Siamo vicini, ma non è ancora matematico”. Il presidente del Club Milano ha raccontato anche il momento della svolta in panchina con l’esonero di Manuel Scalise e il ritorno di Giuseppe Scavo lo scorso 3 dicembre: “Quando le cose non funzionano a pagare è l’allenatore e purtroppo ha pagato Scalise. Probabilmente non era scattata l’alchimia con la squadra. Ora questo percorso con Scavo sta dando risultati molto positivi e siamo contenti”.

I progetti e sogni

“Abbiamo progetti interessanti e la gestione della società è fatta da un team che lavora in armonia e nel rispetto dei ruoli. Sarà incrementato poi da altre persone che entreranno e daranno un contributo al progetto calcistico. Ci piacerebbe diventare una realtà a Milano e abbiamo come esempio l’Alcione di cui ho una grandissima stima e invidia con affetto. Sarebbe bello presentarci con loro a vivere il calcio dei professionisti”.

Le difficoltà del girone

“Questa stagione è già migliore della precedente. Abbiamo un girone durissimo, di una difficoltà estrema con squadre molto competitive in qualsiasi zona della classifica. Credo che rispetto ad altre situazioni le incertezze che abbiamo in alta e bassa classifica stanno a dimostrare la difficoltà e ciò nonostante siamo al dodicesimo posto su venti squadre. Possiamo ritenerci soddisfatti”.

Il rapporto di affiliazione con il Milan

Il Club Milano è anche Centro Tecnico Milan, ma il momento che sta vivendo la Prima Squadra rossonera sta influenzando anche le dinamiche con le società affiliate: “Un tasto dolente perché la situazione della Prima Squadra è un po’ a cascata sui settori tecnici affiliati. Ogni tanto chiediamo di avere dei confronti più frequenti. Speriamo ci siano delle evoluzioni importanti tali per cui anche le società satellite abbiano un rapporto diverso, più continuo e importante per il settore giovanile e gli sviluppi che può avere. Speriamo ci sia una svolta importante perché noi crediamo nel settore giovanile. Da anni cerchiamo di dare qualità nei bimbi e nell’agonistica. Si fa fatica se poi chi deve guidarti ha delle assenze.”

Cos’era successo con la Folgore lo scorso primo dicembre?

Il presidente del Club Milano ha sottolineato quanto l’educazione sia fondamentale nella sua società: “Ho troppo rispetto per tutte le società che vengono a trovarci. Mi vanto, dall’alto dei miei ultra 60 anni, di spiegare l’educazione ai miei ragazzi. Faccio anzi pubblicamente i complimenti ad esempio alla Varesina che, quando ha giocato da noi con la Juniores Nazionale, ha dimostrato grande educazione lasciando uno spogliatoio pulitissimo e in ordine”. Marrone ha poi continuato riguardo la gara con la Folgore: “Ci sono state scaramucce sul campo ed extra campo. Ognuno deve essere d’esempio e rispondere del proprio comportamento. Io spero di essere un esempio di educazione. Ho sentito l’intervista di un presidente che nei 90 minuti va in trance e ognuno la vive a modo suo. Io nella partita sono estremamente teso perché il risultato è fondamentale, ma nella mia indole non c’è quello di scatenarmi contro giocatori avversari o terna arbitrale. Non mi permetto di giudicare nessuno perché ognuno segue il suo istinto”.

Vivere un sogno

“Ho coronato un sogno. All’inizio di questa avventura con i miei amici Andrea e Stefano non avrei mai immaginato di vivere questi anni favolosi. Continuiamo questo percorso un passo alla volta. Pensiamo alla salvezza che non è ancora matematica e poi svilupperemo un altro percorso dove amplieremo il gruppo di amici. Qui non c’è interferenza dei ruoli, ognuno con le sue competenze dà una mano. Sono orgoglioso e mai avrei immaginato di essere in questa situazione. Sto vivendo un sogno”.

Il ricordo più emozionante

“Nella vittoria dei playoff contro il Caravaggio ho vissuto emozioni indescrivibili. Poi io quando vado in sofferenza mi allontano dalla tribuna e vado vicino al campo, a distanza regolamentare, e lì ho provato una grande emozione condivisa con i miei amici. Una commozione indescrivibile: abbiamo pianto tutti e quattro. Questo deve essere il bello del calcio: viverlo con serenità e la gioia dei risultati”.

 

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Asia Di Palma

2 Aprile 2025

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